mercoledì 29 gennaio 2014

Letti per voi - Canta per me



Il libro di cui andremo a parlare oggi è "Canta per me" di Annalisa Caravante.

Chi è Annalisa? Se ve lo siete perso, potete trovarlo qui.

La prima cosa da dire, innanzitutto, è che ho avuto il privilegio, e voi con me, di parlare di questo romanzo prima ancora che fosse uscito. "Canta per me", infatti, è agli ultimi ritocchi di editing e copertina (di cui vi riportiamo un provvisorio) per uscire intorno ai primi di marzo per la casa editrice Arpeggio Libero, una piccola ma intraprendente realtà lodigiana (per saperne di più, qui).



Ma passiamo al romanzo.
"Canta per me" è una commedia romantica con tutti i crismi: una protagonista simpatica e un po' sfortunata, un ambiente di lavoro popolato da alleati, rivali, uomini interessanti e/o interessati che si alterneranno in un vorticoso carosello fino alla fine del romanzo.

Scendiamo nello specifico. Caterina ha 26 anni, un ex fedifrago alle spalle, tre fratelli minori a carico: i genitori, infatti, sono morti improvvisamente in un incidente e da allora è lei, insieme al nonno Francesco e al fin troppo protettivo cugino Mattia ad occuparsi della famiglia. Nel frattempo lavora come receptionist alla Sirena Experimental, una casa discografica situata nei pressi di Caserta, e popolata da una vasta varietà umana: le due amiche Nadia e Manuela, le segretarie dei piani alti, Fabiana e Roberta, incapaci e altezzose, Fabio, il galante superiore con un debole per lei...un universo caotico ma tutto sommato stabile, almeno fino al giorno in cui arriva lui. Francesco Monni, il nuovo autore milanese, un metro e sessanta di arroganza, presunzione, talento e... fascino, ahimé. Perché da sempre il mistero affascina, e attorno alla figura di Francesco, che insieme al Festival e ad un'imminente fusione turberà la quiete della casa discografica, ce n'è molto, di mistero: perché infatti il giovane autore ha abbandonato il palcoscenico? Cosa lo ha spinto ad affidare a ragazzette viziate e prive di talento i suoi magnifici testi? Perché, insomma, ha smesso di cantare?

Questa a grandi linee la trama. Alla storia principale, però, se ne aggiungono molte altre, in un tessuto fittissimo di vicende e personaggi che arricchisce e riempie uno spunto che potrebbe essere un filino prevedibile.
Abbiamo le vicende di Lucia, la sorella minore alle prese con le prime trasgressioni, il gruppo di Roby, un giovane cantante che tenterà le selezioni per il festival, la pazza famiglia di Caterina, tra matrimoni e rimpatriate in occasioni più o meno felici, in cui spicca la piccola ma saggia Bo.
Il maggior pregio dell'autrice, a mio avviso, è quello di essere riuscita a gestire una così vasta varietà umana senza spaesare il lettore e dando più o meno a tutti una caratterizzazione ben definita, tale che alla fine lo spirito vivace e brioso del romanzo e dei suoi personaggi resta incollato addosso per un po'. Notevole lo spirito comico, specie quando l'autrice partenopea attinge al proprio contesto territoriale e ci consegna delle vere e proprie perle di spirito locale, come nel caso spassosissimo di un matrimonio (eh sì, ce n'è più d'uno!) o delle sporadiche ma significative espressioni in dialetto. Per non parlare dell'incontro-scontro tra le diverse realtà di Milano e Napoli che avviene tramite i due protagonisti.
Un appunto che mi sento di fare è quello della lunghezza, eccessiva per una commedia e forse mal distribuita: a una prima parte magari fin troppo accurata segue una chiusura densissima di eventi, intensi ed inaspettati, che avrebbe meritato più ampio spazio.
Inoltre - ma questo forse è gusto personale - ho trovato un po' destabilizzante, in certe scene, il riferirsi al "tu lettore", specialmente considerando che il romanzo è scritto in prima persona.

Insomma, definirei "Canta per me" un esperimento riuscito: una commedia gradevole, leggera senza essere frivola, in cui molte di noi potranno rivedersi e sognare un po' ad occhi aperti. Consigliata alle amanti del genere! :)



57 commenti:

  1. Cara Annalisa. E' da un po' che sto aspettando Canta per me!
    Ho letto la trama e la prima cosa che mi è saltata all'occhio è, un metro e sessanta?! De gustibus! Devo dire però che questo elemento mi ha incuriosita ancora di più!

    Ma ora passiamo alle domande vere e proprie. Il nonno di Caterina si chiama Francesco. E' per caso QUEL Francesco? Quello de L'inverno e la primavera? E ci saranno anche Martina, Luca (Luca, il mio adorato!), Federica e tutti gli altri? E chi sono i genitori morti di Caterina? Non dirmi che è Teresa, per favore. Il mio amore per i personaggi de L'inverno e la primavera ti è ormai noto e spero di poter incontrarli ancora, magari vecchietti,in questo romanzo.
    Come dice Marta, e come sostengo anche io, sei bravissima a caratterizzare perfettamente ogni personaggio, tanto che sembrano reali e quando leggo le tue opere mi sembra di vivere con loro. Quindi scusami le migliaia di domande su di loro!
    Infine, si dice in giro che ci sarà anche il sequel, Canta per me 2, potresti darci una piccola anticipazione?
    Un bacio,
    Ginny e Ale

    P.s. Dici che Arpeggio consegna i libri anche all'estero? Niente ebook questa volta!

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  2. Anche io vorrei porre una domanda alla nostra Annalisa: so che nelle tue precedenti opere hai sempre inserito l'elemento storico. Come mai invece questo cambiamento? Consideri conclusa la tua esperienza con lo storico o ti sei semplicemente presa una pausa?

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    1. "Canta per me" è stata una prova: non scrivere solo storici! Mi sono messa alla prova perché amo l'ambientazione storica, ne scriverei tanti, però credo che come scrittrice devo poter spaziare in più campi. Sì, diciamo che "Canta per me" è il risposo prima dell'opera storica più corposa di Profumo d'Ottobre.

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  3. Ciao Ginny, 1,60, sì. e perché le persone considerate basse, non possono piacere? E poi hai letto cos'ha scritto Marta? Francesco è affascinante ;) Sì, il nonno di Caterina è Francesco Magai de L'inverno e la primavera (Ma non diciamo troppo per non svelare l'altro romanzo). Incontrerai Martina e Teresa, ma Teresa non è morta, anzi, è la mamma di Mattia il cugino iper-protettivo di Caterina. Eh Luca! Scriverò una cosa su Luca tutta per te, ok? Qui i protagonisti sono altri, Martina e co. diciamo che sono da contorno, fanno parte della pazza famiglia di Caterina. Il sequel, mi sembra che parlarne ora sia presto, però, oddio non so tacere! Sì, c'è! Ma preciso che il primo non è a finale aperto, cioè, il lettore non deve aspettare il prossimo per conoscere l'epilogo. Il secondo parlerà... Poi leggerai! Se Arpeggio invia all'estero? Penso di sì, ma credo che Marta ne sappia più di me.
    Grazie per essere sempre presente.

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    1. Oh, quindi i personaggi dei tuoi libri tornano, anche se magari in ruoli secondari, e passano il testimone? Che spettacolo! Un po' come la Allende, no? Ti sei ispirata a lei o l'idea è nata da sé? :)

      Ps: ora sono ancora più curiosa di leggere...

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    2. Sì, i miei personaggi ritornano, anche se solo come comparse. In "Canta per me" ho dato loro uno spazio maggiore.Oddio, è proprio il romanzo degli esperimenti. Non mi sono ispirata ad Allende, è stata un'idea nata quando scrivevo L'inverno e la primavera dove viene nominata una contessa, sebbene non abbia specificato chi è, ma comunque è Giulia de Il paese degli aghi di pino. Ora Ginevra, se fosse il linea, direbbe "E' Giulia???".

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  4. Ciao Annalisa. Ho avuto modo di leggere anche altre tue opere e sei bravissima. Volevo chiederti cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo e che ruolo ricopre la musica nella tua vita, visto che un tuo precedente lavoro si chiamava "Cantami una canzone"? Bacioni Silvia (la tua collega che ti tanto ti stressa ;) )

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    1. Cara Silvia, prima di tutto non mi stressi ;) Ma veramente "Canta per me" è "Cantami una canzone". Le mie amiche è anche l'editore lo hanno conosciuto con il primo titolo, ma il secondo rispecchia di più la trama. Francesco scrive canzoni, il problema è nella domanda posta da Marta: Perché ha smesso di cantare? Ho dedicato questo romanzo alla musica perché quando si scrivono storici indubbiamente poi ti porti il carico addosso di tutte le cose che hai studiato e "scoperto", perché L'inverno e la primavera mi ha provocato un triste vuoto e volevo scrivere un romanzo che mi facesse sorridere e sorridere anche chi lo legge. Personalmente, la musica mi aiuta quando mi manca l'ispirazione. Infatti quando non posso scrivere, evito di ascoltare musica perché poi voglio correre a scrivere.

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    2. E infatti una particolarità del romanzo di Annalisa è una citazione musicale all'inizio di ogni capitolo...una domanda all'autrice: ma ascoltavi quelle canzoni mentre scrivevi oppure hai semplicemente ricollegato il testo ai capitoli appena scritti? :)

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    3. Per ogni argomento trattato nel capitolo, ho inserito una citazione inerente. Mi è sembrato carino, dato che si parla di musica.

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  5. Ad esempio, Annalisa, io ho trovato molto riuscito il fatto che Francesco fosse così basso: è stata una variabile insolita che mi è piaciuta moltissimo, specie unito al suo atteggiamento così supponente.
    Domandina: ma con la collega cicciottella non ti sarai accanita un po' troppo? :P

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    1. Non mi piace portare in scena solo persone da prima pagina sulle copertine. Nelle vita non siamo tutti Gabriel Garko o Belen. Credi mi sia accanita troppo? No, dai, Nadia è così, non si crea alcun problema :) Ciocciottella e simpatica.

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  6. Altra domanda: per i tuoi personaggi prendi spunto da persone reali? Magari per quelli più antipatici... :P

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    1. Studio il carattere e la personalità di chi mi circonda, quindi sì, prendo spunto da persone reali, nel bene e nel male :D

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  7. Carissima Annalisa! Sempre stupenda nello scrivere!!! Annalisa, Canta per me (un po' diverso degli tuoi altri romanzi, per me) ha una narrazione con un ritmo più veloce, piena di tantisimi detagli ed eventi... Quando ho letto, sembrava come se fossi in una serie di TV o un film, dove le cose accadono molto velocementemi Quando ha scritto, avevi in programma questa dinamica?

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  8. Mi resi conto che i due personaggi, Claudia di Profumo d'ottobre e Caterina di Canta per me, portano la sofferenza per la perdita dei genitori. C'è un rapporto, diciamo per quanto riguarda il processo di creazione dei personaggi, o qualche altro fatto?

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    1. La risposta alla prima domanda sta più sotto ;)
      C'è lo sviluppo dell'idea precedente. Mentre scrivo, ho delle idee che se non sono adatte al contesto di quel romanzo, le annoto e le sviluppo in seguito. E' probabile quindi che scrivendo della perdita dei genitori, possa per esempio pensare "E se invece avesse solo il padre?" e così possono nascere certe situazioni simili e creare un confronto fra le diverse reazioni dei diversi personaggi.

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  9. E, Annalisa da dove viene un tale senso dell'umorismo, stupendo, che scorre con la narrazione? È la genetica napoletana?

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    1. Come disse il GRANDE TROISI, anche la mia famiglia è una compagnia comica stabile. La scena del matrimonio al ristorante me l'hanno ispirata loro. Anni fa andavamo tutti insieme al mare! E che cosa diventava la spiaggia? Il palco di un teatro. Caterina poi è il personaggio ironico che più mi è riuscito. Chi mi conosce però sa che non sono come Caterina, anzi, potrei passare per una musona, ma quando scrivo non so cosa mi prende. Vedi Melinda di Cattivi pensieri, non avrei mai immaginato di scrivere di una ragazza così spiritosa e non credevo neppure che lo fosse, ma quando leggo i commenti, mi accorgo che ho ottenuto il mio obiettivo. Far ridere :D

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    2. Credo è genetico, genetica napoletana! É un umorismo spiritoso davvero, Annalisa... ironico, senza essere aggressivo! E come fa ridere!!! :D Bravissima, cara!

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  10. Ciao Annalisa, ci tenevo a porti questa domanda, anche se magari sono un po' in ritardo... Sicuramente stai maturando un'esperienza editoriale importante. Sei cresciuta in questo anche nella capacità di descrizione dei personaggi? E nella capacità stilistica? Hai notato cambiamenti di stile dopo aver composto i tuoi romanzi?
    Grazie e complimenti per la qualità del tuo lavoro!

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    1. Rileggendo le prime cose scritte, sì, noto di aver fatto dei progressi e la prima persona a dirmelo è stata Sonia, la mia editor di CoreBook, lei ha letto lavori miei anche non pubblicati con loro. Però non si finisce mai di crescere ed imparare e questo non deve demoralizzare, serve a fare sempre meglio. C'è sempre qualcosa da migliorare. Ecco, Marta ha detto che c'è un disequilibrio fra l'inizio e la fine, ben venga questo commento, ho altro su cui lavorare.

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  11. Anche io sono rimasta molto colpita da quell'altezza, e devo dire che sono molto felice: questa sarà la rivincita di tutti coloro che, in tale aspetto, hanno avuto Madre Natura contro :D questa è la dimostrazione che il detto "Altezza, mezza bellezza" è assolutamente falso! Ancora una volta ecco che ci presenti un'opera dalla trama estremamente coinvolgente!! Quale momento della giornata ispira di più i tuoi romanzi? Tipo, la notte dormi o preferisci tessere la trama dei tuoi lavori? :D Ti sei mai identificata in uno dei tuoi personaggi?

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    1. Come ho detto prima, mi piace riportare la realtà! Caterina è più alta di Francesco e dov'è il problema? Non c'è! Mio padre forse era anche più basso di me, ma è stato un grande uomo! L'altezza, la bellezza fisica non contano, conta chi siamo e i nostri gusti, non quelli degli altri.
      Non c'è un momento preciso per l'ispirazione, arriva in momenti diversi e anche quando non me lo aspetto. La trama la tesso, mentre scrivo, non la penso mai prima, prende vita pagina dopo pagina. Mi sono identificata in Giulia de Il paese degli aghi di pino, è testarda come me.

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  12. Ciao Annalisa! ;)
    Anche io ho una domanda per te: ho notato che i tuoi romanzi sono spesso, diciamo, "corali"...spero sia il termine più adatto...nel senso che ci sono molti personaggi, oltre ai protagonisti, e che non sono personaggi "da sfondo" (oggi ce l'ho con le virgolette, perdonatemi!), ma hanno un loro ruolo spiccato. E' una grande famiglia insomma... Parti con l'idea di avere tanti personaggi o si aggiungono piani piano? e non ha mai problemi nell'avere tante voci sulla scena?

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    2. Ma sai, Eliza, io parto con un'unica idea che può essere un certo personaggio, un periodo storico di cui parlare, un'immagine. Mi siedo e inizio a scrivere, ciò che verrà non lo so. Con i vostri messaggi e i commenti ho preso coscienza di questa cosa, per me non ci sono mai stati troppi personaggi né li creo prima. Arrivano nella storia come quando scendi a fare la spesa e incontri un vicino, un vecchio amico. Non ho mai pensato a questa cosa, me lo state dicendo voi. Mi aiuto a gestirli con il carattere di ognuno di loro e con il ruolo che hanno nella vicenda.

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  13. Cara Maria Cristina, proprio perché è diverso dagli altri, mi sono dovuta adeguare ai tempi. Oggi è tutto più veloce, siamo tutti vittime di ritmi frenetici. Non si può scrivere un romanzo ambientato nei nostri anni usando lo stesso schema, registro, usato per quelli di ambientazione storica. Amo far calare il lettore nella storia, deve poter "vedere" "sentire" anche l'influenza del periodo.

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  14. Buenísimo Prima! Como siempre es un orgullo que crezcas con cada obra que publicas. Me encantaría leerla en español. Felicitaciones!! Jorge

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    1. Escribir un libro en español? Se podrìa hacer... mmm cuando tendrai muchos màs tiempo y despuès haber estudiado el idioma otra vez.

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    2. Anche in portoghese, Annalisa!!!

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    3. In portoghese? Aiuto! Ma lo scrivi tu, sarai la coautrice, va bene?

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  15. Ciao! Ho letto la trama, mi piacciono queste storie alla Bridget Jones, anche perchè ricordiamolo.. in Italia abbiamo molte brave autrici di questo genere, e non solo Federica Bosco ;) tantissimi auguri!

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  16. Grazie Connie :) Spero che Caterina sorprenda tutti e vi faccia sorridere ;)

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  17. Scusate ma quella specie di disegnino sarebbe la copertina? No, ma davvero o è uno scherzo? Dire che è BRUTTA è riduttivo. Oserei dire che i disegni naif di un treenne all'asilo sarebbero da premio Oscar (se mai ci fosse un premio per le copertine). Ma chi l'ha concepita una cover così inguardabile?
    Io un libro con questa copertina non lo vorrei nemmeno regalato.
    Peccato, la trama pareva quasi interessante...

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    1. Ehi, "Anonimo" (e chi altri, sennò?), innanzitutto questa non è la copertina. E' l'ignoranza che ti chiude gli occhi o la stupidità che non ti fa capire quello che c'è scritto? Oppure hai avuto la licenza di offendere-a-casaccio dopo le varie batoste avute dalla tua piccola vita da anonimo (perché tale sei, meno male che lo ammetti).
      Magari, se avessi rispetto del lavoro altrui, o se avessi almeno la voglia di leggere per bene quello che c'è scritto nel post, riusciresti ad uscire dal tuo anonimato nel quale ti nascondi con la coda fra le gambe e probabilmente ne ricaveresti di più anche nella vita reale.
      Sorridi, piuttosto, o porta lontano da noi la miseria che ti avvolge.

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    2. Se una cosa non piace (che sia la copertina, che sia la trama) si evita di leggere tutto ciò che riguarda quel lavoro. Uno scrittore dedica molto tempo alle sue opere e nessuno può permettersi di dire o fare certe cose. Un po' di rispetto, per favore. Nessuno l'ha obbligata a commentare o a leggere questo post. Come lettrice, PRETENDO che lei rivolga delle scuse alla scrittrice!

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    3. Io un libro non lo acquisto per la copertina. Scegliere un libro solo per la copertina... forse è una questione di gusti... a me sembra solamente una questione d'intelligenza...

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    4. E aggiungo... (perché mi sale la rabbia...) che una valutazione così superficiale è quanto di più deleterio per il mondo dei libri e della letteratura. Se tutti ragionassimo come te, caro anonimo/a, non ci sarebbero più BEI libri da leggere, ma solo BELLE copertine a far richiamo per allocchi. I libri, purtroppo questo sta succedendo sempre più in larga quantità, diventerebbero solo UN'OPERAZIONE DI MARKETING. Ed è proprio quello che invece dobbiamo tentare di scongiurare. Non hai commentato niente di quanto è stato scritto e detto rispetto al libro, alla fatica che l'autrice ha fatto per completarlo. Dietro c'è tanto lavoro e tanta passione, che tu hai praticamente ignorato e irrispettosamente e stupidamente hai giudicato solo per un'immagine. Ti consiglio di andare più in profondità nelle cose, non tanto per le persone che ti sono attorno (che valuteranno la portata e il tuo spessore di persona in modo autonomo) ma, soprattutto, per te. Non buttare via la tua intelligenza così, non ti fa bene...

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    5. Ma povero il nostro piccolo anonimetto da 4 soldi, avrà avuto l'ennesima porta sbattuta in faccia ed è venuto a sfogarsi qui. Su, su, compatiamolo. Mi fanno quasi tenerezza la sua ignoranza e la sua incapacità.
      Cerca solo di essere una persona migliore sminuendo il lavoro altrui.
      Poveraccio.

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    6. Caro "Anonimo",
      (si mi ci metto anche io a risponderti!) non è detto che una cosa debba per forza piacere, ma c'è modo e modo per dire le cose. Una critica non può ma deve essere utile altrimenti è aria fritta (esattamente come il commento da uno che non ha le bolas di firmarsi). Quindi, invece di scrivere questo commento da quattro soldi, potevi semplicemente scrivere "La trama mi sembra interessante, però la copertina mi ha un po' deluso"...Noti la differenza del tono? L'eleganza della gentilezza? Il fatto di poter scrivere un commento liberamente su questo blog (e grazie al cielo che si può) non ti da il diritto di offendere la gente che invece si è impegnata in un lavoro! Vergogna!!

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  19. Mai come in questo caso è valido il proverbio " L'abito non fa il monaco". L'espressione invita a diffidare delle apparenze, molto spesso ingannevoli ed illusorie, nel giudicare una persona ( in questo caso un libro )evitando quindi di esprimere valutazioni precipitose e prive di una riflessione critica sul conto di qualcuno. Spesso le persone ( in questo caso un libro ) non sono come appaiono a prima vista. Poi ci possono stare le critiche , purtroppo, o per fortuna, non tutti abbiamo gli stessi gusti, ma sarebbero più gradite se espresse con un modo più educato.

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  21. Grazie a tutti. Siete favolosi. Come vedi "anonimo" ci sono modi e modi di dire le cose.

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  22. Uh la là! Molto rumore per nulla, avrebbe detto il bardo. Vedo che la levata di scudi di quattro signorinelle con sindrome premestruale tutto l'anno ha scatenato la lotta a chi difendeva più e meglio l'autrice!
    Credo sia evidente che non avete capito la critica che io fatto, poiché di tutto avete parlato, tranne che di quello che io avevo detto, ovvero che la copertina è brutta. Addirittura sono diventata, nell'ordine: ignorante, stupida, senza palle eccetera, eccetera. Vi risponderò con ordine: cara Alessandra, la critica non è stupidità, quindi tu evita di offendere, laddove io ho espresso una mia opinione personale. O forse non si può? Quando si deve oggettivare una cosa, i concetti sono solo due: bello o brutto. Non esistono "mezzo" bello o "mezzo" brutto. Per intenderci, le opere pittoriche di Pablo Picasso possono piacere oppure no: non esiste che piacciano "a metà", ergo ognuno avrà il proprio parere. Ciò non toglie che Picasso sia un grande artista. La critica serve a migliorare, non a starnazzare come oche in Campidoglio senza propositi costruttivi. La domanda che vi sareste dovute porre è: "Perché questa persona asserisce che la copertina è brutta?". E, da lì, ragionare con freddezza, per capire cosa non piacesse. Sono una lettrice, cara Alessandra e quindi ho letto tutta l'intervista, oltre che i vostri post, che non apportano nulla al "già visto, già detto, già letto", quindi non ritenevo interessante soffermarmi sulla trama poiché non era quello, per me, il punto focale della faccenda che intendevo mettere in luce. Veniamo a Giuditta Falco: mia cara pensatrice dagli occhialini pseudo intellettuali, internet è pieno di autori, detrattori e chi più ne ha più ne metta! Nessuno ha inteso offendere il lavoro dell'autrice. Sarò ripetitiva, ma dato che "repetita iuvant", mi ripeterò: non ho offeso l'autrice, ho espresso il mio parere oggettivo sulla cover. Spero di aver parlato in italiano, perché forse nel post precedente dovete aver pensato che parlassi in aramaico. Addirittura, poi, PRETENDERE le scuse! Santo cielo, un post così appassionato pare tanto da cavaliere della tavola rotonda! Non ho da scusarmi, ma pare evidente che non ti è chiaro che l'offesa, laddove ci sia stata, è da ritenersi per la cover e non per l'opera in sé.

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  23. Ora arrivo a Loriana Lucciarini, pasionaria senza costrutto. Mia cara, io non scelgo un libro SOLO per la copertina! Deve avere delle qualità intrinseche per passare il vaglio e farmi fare l'acquisto. Le qualità sono: titolo dell'opera, veste grafica, quarta di copertina e modus scrivendi. Se una sola delle suddette qualità viene disattesa, passo al prossimo. Sia chiaro: una brutta copertina non significa, necessariamente, il non acquisto di un libro, da parte mia. Ma se oltre ad una brutta copertina non c'è altro, allora di cosa parliamo, di aria fritta? Un libro deve comunicare qualcosa. E questo "qualcosa" ci si presenta, inizialmente, in forma di titolo e veste grafica. Passiamo ora a quello che mi ha fatto ridere, cito: "I libri, purtroppo questo sta succedendo sempre più in larga quantità, diventerebbero solo UN'OPERAZIONE DI MARKETING". Cara, carissima Loriana, se non lo sai, I LIBRI SONO UN'OPERAZIONE DI MARKETING! Mi sorge il dubbio che tu non sia una lettrice che visita molte librerie. Lo stesso non può dirsi della sottoscritta, lettrice di molti libri al mese. Andiamo con calma perché la faccenda merita chiarezza: quando guardi la TV ed esce la pubblicità, cosa noti? La sponsorizzazione di un prodotto. Ebbene, mi spiace far crollare il tuo mondo sognante, ma se non lo sai, i libri sono anch'essi dei PRODOTTI COMMERCIALI. E, come tali, esiste alle spalle tutta una campagna marketing che va dalla scelta del titolo al font da usare per la copertina, alla grandezza del corpo del testo per il font, fino al colore. E poi: corsivo o normale? Centrato, in alto, in basso, di lato o dove? E l'immagine grafica scelta renderà oppure no? Risulta calzante o fuorviante? Dice troppo o troppo poco al futuro lettore? E' confusionaria o indicativa di un genere? Fatte queste cose OVVIE, si passa all'etichettare un genere, cosa che questa cover, francamente, non fa capire. Mi spiego meglio: in libreria abbiamo diversi settori. Ogni libro appartiene ad un settore, quindi il thriller avrà cover con sfondo nero e font generalmente rosso; un rosa avrà cover con sfondi chiari o appariscenti (dal giallo, al celeste, al rosa e tutte le sfaccettature cromatiche del rosa), font accattivanti e immagini, foto o disegni accattivanti. Accattivanti, appunto, non respingenti come questa cover.

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  24. Quando tu conosci una persona per la prima volta, per caso sai già che hai di fronte un decerebrato o un super genio come Einstein? No. Perché hai bisogno di approfondire la conoscenza per capire le qualità intellettive o meno del soggetto in questione. Stessa cosa dicasi di un libro, che è un prodotto a tutti gli effetti, un po' come il nuovo detersivo per la lavatrice. E poi, sempre in ambito di marketing, forse non hai notato certe mansioni, ma se vai a darti un'occhiata all'organico delle grosse case editrici noterai la voce "marketing", perché mia cara Loriana, se un libro non ha il giusto battage pubblicitario mi dici tu come fai a sapere della sua esistenza? Oh, ma forse tu hai qualche dote nascosta, di quelle alla Gustavo Rol, per intenderci. Be', spiacente: non tutti pieghiamo i cucchiaini o veniamo a conoscenza di nuovi libri SE NON ATTRAVERSO IL RIPUGNANTE MARKETING. Non sto a proseguire sul marketing, ma è evidente che voi piccole groupie scalmanate non accettate la critica. È giusto. Perché, infatti, NON SIETE VOI a dover accettare una critica, ma coloro che effettuano una grafica così disastrosa. Un prodotto, per avere delle vendite, deve riuscire ad accattivarsi la fiducia dell'ipotetico compratore. Allora se un autore è sconosciuto ai più e non pubblica con grosse realtà editoriali, di grazia ditemi perché dovrei scegliere un prodotto esteticamente inguardabile, rispetto ad uno pensato e ripensato per effettuare grosse vendite? Mia cara Loriana il libro è un prodotto al pari delle scarpe e dalla carta igienica. E i vari signori Mondadori, Longanesi e compagnia lo sanno bene, altrimenti avrebbero chiuso la baracca nel Novecento. Eliza, mia cara, sarò ripetitiva, ma a quanto pare non ti è chiaro che il concetto di bello e brutto non ha vie di mezzo. Quindi niente "grigio" per una cosa brutta: o è bianco o è nero. E, ribadisco: non ho parlato della trama, poiché ininfluente nel contesto inerente alla cover.

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  25. La libertà di poter scrivere su questo blog?? Santo cielo, state facendo un rogo alla Savonarola per una cazzo di copertina e io sarei quella che crea casini? Signore mie, la libertà di pensiero, checché voi ne pensiate, si vede in questo: state starnazzando su delle stronzate, laddove avrebbe dovuto rispondermi chi ha creato questa copertina orrenda. Eppure, chi l'ha creata tace. Mah! Loredana carissima, quali perle di saggezza escono dalle tue labbra! Le tue perle di saggezza sono paragonabili ai triti e ritriti messaggini nei cioccolatini Perugina. Sembra quasi che io abbia tradito l'autrice. Oh, immonda creatura che non son altro! Chiedo venia. Vedo che avete scarsità di ironia, oltre che di cultura e intelligenza, poiché forse non sono stata sufficientemente chiara: un libro è un prodotto commerciale. Come tale, alle sue spalle va attuata un'attenta strategia di mercato, cosa che non vi entra in testa. Non ho nulla contro il romanzo in sé ma contro il suo "biglietto da visita". Spiacente spezzare i vostri dorati sogni, ma un libro è solo questo: un prodotto commerciale. Che poi sia bello, brutto, valido o un cumulo di cazzate, spetta ai lettori giudicare. Ma permettiamo a questo benedetto lettore di accostarsi a questo libro. E, se volete un consiglio da una che il marketing lo ha fatto, quella cover non va per niente bene. Saluti. Elisabetta.

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  26. Ciao Elisabetta, sono l'autrice sia del romanzo, sia del disegno. Ti ringrazio per la tua esposizione sul marketing e per averci chiarito dei concetti sulle copertine. Ma credo che sia saltato un dato, quello è un disegno che ho creato io e inviato al grafico della casa editrice per farla diventare una copertina (Questo Marta lo ha scritto). Il titolo è Canta per me, nel disegno si evidenzia il titolo. Perché Francesco non canta più? Ecco che Caterina con il suo modo di fare quasi comico, gli chiede di superare le sue paure e cantare per lei. Io penso che il grafico di Arpeggio Libero possa stupirci. Ciao e buona serata.
    Annalisa

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  27. Annalisa, deve essermi sfuggito il particolare in cui si evidenzia che il disegno è di tua mano. In ogni caso, resto della mia opinione. Non prendertela e pensa, piuttosto, a cosa fare per migliorare una cover del genere per renderla vincente. Non ho capito, a questo punto, cosa c'entri il grafico della casa editrice, se dici di aver disegnato tu la cover. Qualcuno direbbe "De gustibus non disputandum est" ma ti invito davvero a riflettere sulla cover e a guardare anche a ciò che producono altre realtà editoriali per creare una immagine originale e che resti impressa nella mente del possibile acquirente. Saluti. Elisabetta.

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  28. Non ho capito, devo migliorarla?

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  29. Devi concepirne una completamente diversa. Se il genere del romanzo è da ascriversi al rosa questo disegno è fuorviante. A me ha fatto pensare a un paio di cose: una locandina per una balera, o una locandina per Amici della de Filippi. In ogni caso, non l'ho associato ad un romanzo. Prendi gli elementi forti del romanzo (la musica, l'amore, la famiglia ecc.) e trasla i punti salienti in pochi, ma azzeccati tratti. La copertina deve avere personalità, distinguersi dalla massa. Questa risulta anonima. Vuoi un prodotto al top? Fa che sia al top con poche, mirate, strategie. Innanzitutto lo sfondo della cover: usa le tonalità del rosa (o colore alternativo che faccia riconoscere il genere). Usa un font accattivante, elegante, che ricordi una chiave di violino, ma LEGGIBILE! Ricorda che i font troppo elaborati non permettono di leggere agevolmente il titolo. In ultima analisi, crea un concept di varie immagini da poter utilizzare. Quali possono essere? Uno pianoforte in un angolo di una stanza, uno spartito musicale, delle mani che appaiono a suonare il piano. Semplice, elegante e raffinato. Per questo tipo di immagine si può utilizzare anche uno sfondo che esuli dal rosa, quindi un colore chiaro, tipo marrone pastello, tipo il colore delle pergamene. E questo è solo un esempio. Ce ne potrebbero essere a milioni.

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  30. Bhè, cara Elisabetta, posso dire che allora anche tu non hai capito quello che io ho scritto: a me non me ne frega niente se a te piace o meno la copertina, sono affari tuoi! Il punto della questione è il modo in cui hai posto la critica. Sei stata maleducata, niente "grigio"...
    Ma va bhè, mi sa che è meglio lasciar perdere...

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  31. Le critiche non sono maleducate, si chiamano critiche e basta. Ma è evidente che in questo contesto una critica viene presa come un affronto personale e non come spunto di riflessione. Pazienza.
    Ps: leggi un po' di libri e cura l'italiano. Da una che scrive "bhè" non mi aspetto altro che commenti infantili.
    Adieu!

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  32. Questa non ha capito niente. Non una singola parola di quello che le è stato detto. Ma che ci vogliamo fare, come si dice a Cavallavecchia, "a lava' a capo a lo ciuccio ci pierdi acqua, tiempo e sapone."

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  33. Senti Elisabetta a me pare che in questo contesto solo a te non piace la copertina, ciò significa che ognuno ha i suoi gusti. Non esiste il bello o il brutto ma ciò che piace o non piace. Se questo romanzo non è di tuo gradimento perchè " la trama è quasi interessante" e la copertina fa schifo dedicati a ciò che ti interessa veramente. Laura.

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